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Marketing delle città, l’Italia in ritardo. “Serve una visione nazionale, non solo cartoline”

Scritto da Andrea Pimpini – MSc Student e Research Assistant presso l’Università di Macao

Marketing delle città, l'Italia in ritardo. "Serve una visione nazionale, non solo cartoline" - TheGameTV

Roma, Firenze, Venezia. Nomi che evocano un immaginario universale, ma che oggi affrontano sfide complesse, dall’overtourism alla gestione dei servizi. In un mondo globalizzato, le città non competono più solo sulla bellezza del loro patrimonio, ma sulla loro capacità di gestire la propria immagine in modo strategico per attrarre investimenti, residenti e turisti di qualità. Questo processo si chiama City Branding, e l’Italia, purtroppo, appare ancora un passo indietro.

Se da un lato le nostre grandi città d’arte hanno usato i social media per gestire le crisi, come accaduto durante la pandemia (Pasquinelli, Cecilia, Trunfio, Mariapina, Bellini, Nicola, Rossi, Simona. 2021), manca una visione d’insieme. Il nostro Paese si muove spesso senza una regia, con una pianificazione strategica “in evoluzione” dove la teoria del marketing fatica a tradursi in pratica amministrativa efficace. Un confronto con la Gran Bretagna, ad esempio, mostra come una promozione culturale meglio integrata e strategica possa portare a risultati superiori (Paganoni, Maria Cristina. 2012).


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L’errore fondamentale è pensare che il marketing urbano sia solo una campagna per turisti. Il cuore di ogni “city brand” di successo sono i suoi residenti. Sono loro i primi ambasciatori del territorio e la loro qualità della vita è il primo indicatore dell’attrattività di una città. Quando i cittadini si identificano positivamente con l’immagine del luogo in cui vivono, ne diventano i più strenui difensori (“brand advocates”), generando un vantaggio competitivo che nessuna campagna pubblicitaria può comprare.

Per colmare questo ritardo, serve un cambio di passo che si articola su quattro pilastri strategici:

  1. Allineare gli obiettivi ai social media: Ogni azione online deve rispondere a una strategia di lungo termine.
  2. Adottare un approccio maturo: Scegliere gli strumenti giusti in base alle proprie risorse, dal semplice monitoraggio al social commerce.
  3. Contestualizzare e gestire le relazioni: Ogni città è diversa. Le strategie devono tenere conto della cultura locale e puntare a costruire un dialogo con cittadini e stakeholder.
  4. Creare contenuti efficaci e differenziati: Messaggi positivi e contenuti adatti a ogni singola piattaforma, da Facebook a TikTok, per massimizzare l’engagement.

L’Italia non può più permettersi di vivere di rendita sul suo immenso patrimonio. È tempo di smettere di essere destinazioni passive per diventare brand attivi, gestiti con visione e professionalità. Le competenze ci sono, a partire dalle migliaia di giovani che ogni anno si laureano in marketing, risorse preziose che attendono solo di essere valorizzate per contribuire a scrivere il futuro delle nostre città.

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