Celebrazioni del 4 Novembre senza il tradizionale volo delle Frecce Tricolori
Dalla corsa contro il tempo, per tutta la giornata di ieri, all’ultima speranza, svanita, di quello che era sembrato essere un lieto fine e che aveva fatto tirare un respiro di sollievo all’Italia intera fino a poche ore fa. E’ morto stanotte l’operaio 66enne romeno, Octay Stroici, rimasto intrappolato per 11 ore tra le macerie, nel crollo che ha interessato una parte della Torre dei Conti ai Fori Imperiali. L’uomo, che ieri sera era stato estratto vivo, era arrivato in condizioni disperate al policlinico Umberto I di Roma.
La Procura di Roma ha già aperto un’inchiesta per disastro colposo e un’altra per omicidio colposo. L’edificio medievale, alto 29 metri, era ormai ridotto a un terzo della sua struttura originaria, che in origine doveva superare i 50-60 metri. L’antica torre di largo Corrado Ricci si trovava in fase di ristrutturazione, grazie ai fondi del PNRR. Fino al 2007 aveva ospitato alcuni uffici, e per il suo recupero era stato stanziato uno dei finanziamenti più consistenti del Pnrr “Caput Mundi”. L’intervento che era in corso, denominato “ID 26 – Tor dé Conti – Restauro e allestimento dell’edificio”, aveva un importo complessivo di 6.900.000 euro. Appalto di quasi 7 milioni di euro, quindi, per un’opera che era stata giudicata idonea dal punto di vista statico della struttura, effettuando indagini strutturali che ne avevano attestato le condizioni di sicurezza necessarie per procedere con gli interventi sui solai. E’ evidente che così non era, e un’opera che doveva essere abbattuta, demolita, perché fatiscente e irrecuperabile, ha rischiato di provocare danni (disastri umani) dal bilancio ben più grande, vista la zona centrale, e quindi trafficata, della capitale, e l’ora del giorno nel quale il fatto è avvenuto.
Oltre il danno, la beffa: mentre nella giornata di ieri si lottava contro il tempo per tentare di salvare l’operaio disperso all’interno della torre, era arrivato a sorpresa il commento (giudicato sarcastico) sul proprio profilo Telegram della portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova: “Finché il governo italiano continuerà a sprecare inutilmente soldi dei propri contribuenti, l’Italia crollerà, dall’economia alle torri, completamente”. A questa affermazione, le reazioni sdegnate di tutti i partiti politici, con la Farnesina che ha convocato l’ambasciatore russo dopo le parole della portavoce del Cremlino. Parole sicuramente divisive e discutibili nella forma, sbagliando i modi e i tempi, ma dal contenuto importante che senz’altro ci deve far riflettere e che non si allontanano poi tanto dalla realtà che vive oggigiorno la nostra nazione.
Ma, nell’Italia dei disastri, a cui noi italiani siamo oramai quasi assuefatti, bisogna lodarne ed evidenziarne anche le cose buone e i meriti (prima il brutto e poi il bello): i vigili del fuoco del gruppo Saf (Speleo-alpino-fluviale) sono rimasti al lavoro anche con il buio per raggiungere l’operaio bloccato, scavando anche a mani nude. Sin dal primo crollo, gli uomini del 115 avevano messo in salvo anche altri 4 degli operai coinvolti. Uno dei pompieri impegnati nelle operazioni di soccorso e di salvataggio, era stato trasportato in ospedale all’Oftalmico, per un’irritazione agli occhi, a causa della densa nuvola di fumo che ha investito i presenti. L’area interessata è ora posta sotto sequestro, anche per il rischio di nuovi cedimenti, dopo i due crolli: il primo delle 11.30 e l’altro delle 12.50 di ieri.
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La vittima, Octay Stroici, lavorava per la società EdilErica del quartiere Prati specializzata in lavori in edifici storici. Nel cantiere operavano anche una decina di lavoratori della Picalarga srl di Campagnano di Roma, ora sentiti dai carabinieri insieme ai responsabili delle società, per capire se i lavori di ristrutturazione della torre fossero eseguiti rispettando le misure di sicurezza sui luoghi di lavoro.
Per l’accaduto, è stato annullato uno dei momenti clou del cerimoniale del 4 Novembre nella Capitale, con lo stop al sorvolo delle Frecce Tricolori sull’Altare della Patria, in segno di rispetto. Nonostante l’assenza del tradizionale volo acrobatico con passaggio sui cieli di Roma, la Giornata dedicata all’Unità Nazionale e alle Forze Armate mantiene il proprio valore storico e civile. La cerimonia ufficiale in Piazza Venezia si svolgerà regolarmente, con la deposizione della corona d’alloro da parte del Presidente della Repubblica e delle massime cariche istituzionali per onorare i caduti alla Tomba del Milite Ignoto e alle due Fiamme Eterne del Vittoriano della Dea Roma, come da rito.
Oggi più che mai, ci auguriamo, altresì, che non ci siano ulteriori caduti sul lavoro: le stragi di lavoratori sul luogo di lavoro sono diventate una guerra senza fine, che non conosce pace.